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26/02/2006
E’ in fase di adozione, da parte di ogni singola Azienda Sanitaria del Friuli Venezia Giulia, l’Atto Aziendale, un documento che detta, al mondo della sanità, le nuove regole organizzative. Una vera e propria rivoluzione, visto che lLtto Aziendale, un documento che detta singola Azienda Sanitaria del Friuli Venezia Giulia, l' pae linee guida dell’Atto (approvato dalla Regione il 22 aprile dello scorso anno), sanciscono innanzitutto la separazione tra la linea clinica e quella assistenziale, dando di fatto il via libera all’autogoverno di infermieri e tecnici sanitari.
L’atto, infatti, stabilisce che in capo ai medici restino le funzioni di diagnosi e cura, mentre agli infermieri vengano delegate le funzioni relative all’assistenza.
Del nuovo strumento organizzativo, che anche il Friuli Venezia Giulia, dopo Emilia Romagna e Toscana, si appresta ad adottare, si è discusso durante l’incontro del Coordinamento regionale dell’Ipasvi (l’organismo che riunisce i Collegi provinciali degli infermieri), presieduto da Mario Schiavon e l’assessore regionale alla sanità Ezio Beltrame.
“La nostra preoccupazione – ha spiegato Mario Schiavon all’assessore – è che i singoli documenti in fase di elaborazione da parte delle Aziende, tengano conto degli indirizzi regionali, condivisi dai Collegi degli infermieri. L’atto è uno strumento indispensabile per attuare un nuovo modello di Azienda sanitaria, un potenziamento del ruolo dei distretti (attraverso efficaci metodi di programmazione e maggiori poteri gestionali), la riqualificazione della rete ospedaliera regionale secondo un’organizzazione che garantisca l’interazione fra strutture appartenenti alla medesima area vasta e la riorganizzazione dei servizi di supporto alle aziende”
Preoccupazione raccolta dall’assessore, secondo il quale l’Atto rappresenta un forte stimolo verso un’organizzazione sanitaria più avanzata, obiettivo al quale la Regione punta da tempo. Forse non tutte le strutture sono ancora pronte a recipire una visione così innovativa dell’assistenza sanitaria, è l’opinione condivisa sia dall’assessore, sia dai presidenti dei Collegi (all’incontro hanno partecipato anche Fabia Bassan presidente udinese, Maurizio Coassin per Pordenone e Flavio Paoletti per Trieste), ma la cosa fondamentale è avviare il processo di cambiamento, magari supportandolo con un adeguato lavoro di formazione per agevolare la condivisione di tutti del nuovo modello organizzativo.
Al termine dell’incontro, che Schiavon ha giudicato molto positivamente, il “testimone” ora passa ai presidenti dei singoli Collegi provinciali che dovranno attivarsi, presso le Aziende attive sul territorio di loro competenza per contribuire alla rapida definizione dell’atto e al rispetto delle linee guida regionali.